Viticoltura

La complessità biologica nel vigneto: un mondo di relazioni da provare a capire.

18 aprile 2015

Qualche giorno fa, camminando la vigna Barla, osservavo la flora spontanea che da almeno vent’anni si colloca in spazi differenti con preciso posizionamento per condividere anche quella microvariabilità di ambiente che a me sfugge. Così, accompagnato da avvolgenti profumi delle viole, mi trovai casualmente in ricordi di gioventù quando, appena ricercatore a Sant’ Angelo Lodigiano, ebbi un rapido approccio al lavoro di ricerca della RothamstedExperimental Station (UK), la più antica e sempre attiva Stazione di ricerca al mondo. Qui si sviluppavano, tra l’altro, ricerche sui sistemi prativi stabili da oltre un secolo .. e scienze del terreno per agricoltura sostenibile con una tradizione dal 1620.

Piante e siepi tra le vigne

Ma il mio stupore, all’epoca, era banalmente rivolto al numero di pubblicazioni che un ricercatore poteva produrre al fine di poter partecipare ai concorsi e progredire (questa era la regola); mi domandavo come argomenti cosi complessi e duraturi potevano conferire giusto merito a chi si impegnava totalmente. Solo dopo alcuni anni, ho cominciato a comprendere meglio tale mondo e che la complessità in biologia è la norma e che l’agricoltura nell’allontanarsi da essa, dove invece la coltivazione di poche specie è la norma, rende il sistema più fragile e lo consegna ad artifici ed interventi ‘agronomici’ inadeguati per il beneficio economico complessivo (ambiente e suolo considerati). Ma se osservo quanto la ‘scuola’ di agronomia ha insegnato negli ultimi cinquant’anni, mi vien da concludere, che quasi ogni coltivazione ed allevamento ha seguito la logica della ‘semplificazione’: campi sempre più grandi in monocolture compresi frutteti e vigneti con elevata selezione varietale.

Flora spontanea in vigneto

Non mi addentro al mondo dell’allevamento animale che subisce stessa logica con situazioni paradossali ..ma voglio almeno menzionare MichaelPollan che con “Il dilemma dell’onnivoro” a cominciare dal capitolo ‘mille modi di vedere un pascolo’. Riporto testualmente: “la mucca dischiude le sue labbra umide e carnose, la sua ruvida lingua si arrotola attorno al ciuffo di trifoglio ..poi dedicherà le sue attenzioni alle festuche… l’erba è alla base della catena alimentare ma sotto di lei c’è il terreno che ospita comunità di incredibile ricchezza…”. Forse , dopo un’agricoltura di tanta rapina in una manciata di decenni, si stanno presentando ragioni economiche forti (perdita capacità d’uso della terra, inquinamento ambiente e persone) che dovrebbero portare ad atteggiamenti più intelligenti e durevoli. La complessità di sistema dovrebbe aiutare in questa logica produttiva la quale, non può porre come unico obiettivo la produzione massima (assistiamo al fallimento di quasi tutte le produzioni: latte, cereali, carne e anche vino) mettendo in crisi i terreni, le falde acquifere, la salute dei produttori e consumatori.

Le piante (che non si possono spostare!) esercitano una continua attivazione di meccanismi di adattamento; ossia producono delle difese (= metaboliti) per contrastare gli stress ambientali e quelli che procura l’uomo. Molti di questi metaboliti sono favorevoli per chi se ne nutre..tutte le erbe e frutti posseggono proprietà favorevoli e costituiscono la vera farmacopea per noi ed animali. I metaboliti più importanti prodotti dai vitigni sono quelli che si trovano di più nella buccia (= proteggere i semi e salvare la riproduzione). Ricordiamo i polifenoli in generale, stilbeni, resveratrolo… tutte sostanze che contrastano alcune patologie dell’uva e sono favorevoli alla nostra salute.

La farfalla è un indicatore di ambiente salubre

Questi meccanismi si possono favorire con una coltivazione più attenta alle complessità che si instaurano in un vigneto: dalla buona cura del terreno si favoriscono le simbiosi nutrizionali come le micorrizze, si contrastano meglio le patologie, si conseguono armonie più naturali nella fisiologia delle piante, si ottengono uve e vini con maggiori complessità, armonie, gusti e salubrità.
Vigneto in ambiente consono collinare
Il mondo del vino, quasi per necessità, è in parte uscito dal dissennato obiettivo della produzione massima perche è riuscito a rendere economici altri valori quali la bellezza dei luoghi, a sconfiggere l’impoverimento del gusto, a creare emozioni e valori immateriali, ridare la bontà dei luoghi e dei prodotti offerti congiuntamente al miglior utilizzo della risorsa terreno: una ‘celebrazione della vita’. Questo valore rappresenta la vera origine del vino nella sua espressione più forte, che va compresa e perseguita con impegno e conoscenza.

Associazione vigneto e flora

Sarebbe quindi da attendersi, che il vigneto italiano, giardino di rare complessità, possa ritrovare nuova energia produttiva per economie piu solide, durature e lungimiranti.

Appendice:
Il riassunto della pubblicazione Grapevine root system and VA mycorrhizae in some soils of Piedmont(1985, P. Nappi, R. Jodice, A. Luzzati, L. Corino, pubblicata sulla rivista Plant and Soil:
“In six vineyards of Piedmont, soil profiles were studied in order to determine root system distribution and endophyte presence in roots and soil. The presence of roots in upper layers was generally high and decreased at increasing depth. Spore numbers were significantly related to root quantity and were found to be higher in top layers of the soil and lower in deeper ones. The highest presence of spores was found in the soil profile where the vineyard was covered with grass and bark mulch. On the contrary the percent of mycorrhizal infection was relatively high even at considerable soil depth. The highest mycorrhizal incidence and the highest index of arbuscules were recorded in those vineyards where nutrients and organic matter contents were lowest”.

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