Viticoltura

Basta veleni nelle vigne

7 febbraio 2014
Le varietà di uve che coltiviamo ci provengono, come gran parte delle
specie vegetali, dalla fondamentale capacità delle piante di adattarsi ai vari
cambiamenti ed avversità: quindi un patrimonio importantissimo di tolleranze
dinamiche per la sopravvivenza. La vite riceve anche un continuo ‘addomesticamento’
attraverso una serie di interventi: selezione clonale, potatura severa,
allevamento contenuto, intensa attività fruttifera, difesa diretta verso alcune
patologie. Queste attività possono anche condurre ad un indebolimento di
sistema che porta velocemente ad una ‘fragilità biologica’ più evidente nelle
selezioni clonali particolarmente spinte. Quindi una pianta destinata a vivere,
con significato produttivo, almeno cento anni si ferma molto prima (a 25.. 30
anni): è quello che sta succedendo negli ultimi due/tre decenni. Ad accrescere
i rischi per la buona riuscita dei vigneti, in molte regioni storiche, da
almeno 20 anni le malattie da fitoplasmi creano danni economici importanti e
soprattutto non se ne vede soluzione chiara.
L’argomento è stato affrontato con una superficialità pericolosa e
fallimentare: in sostanza si è attribuita ad un insetto tutta la responsabilità
della patologia, è stata prodotta una legge di lotta obbligatoria con
insetticidi prevedendo sanzioni penali agli inadempimenti.
Vigneti di varietà Moscato bianco in autunno (valle Belbo – Piemonte,
Italia)
Da oltre 15 anni ho avuto differenti occasioni verbali e scritte per
dissociarmi totalmente da questa infame schiavitù per il “nostro veleno
quotidiano” che percorre ancora il mondo dei viticoltori e, dopo tanta
pazienza, racconto ancora, perché il tempo è galantuomo. Per approfondimenti,
potete leggere questo articolo.

Il Piemonte è una Regione che ha pagato caro il prezzo: dopo un diluvio di insetticidi imposti, la problematica, invece di esser contenuta, si è espansa e quasi nessuno ‘osa’ dirlo! Un fallimento tecnico ma soprattutto un disastro ambientale con drammatici effetti sull’ecosistema compresi gli effetti sulla salute dei viticoltori e di chiunque transita nelle zone viticole, compreso il semplice turista.

Ma allora proviamo a capire meglio e ragionare. I fitoplasmi sono organismi procariòti, presenti in tutto il mondo vegetale; nel caso della vite sono almeno di due tipi, legno nero, molto più frequente e flavescenza, più occasionale. Quindi non bisogna generalizzare e usare solo il termine di flavescenza (serve per continuare a reggere una legge capestro, contributi relativi…ed affari?). È possibile recuperare le piante sintomatiche attraverso una potatura professionale come diverse ricerche indicano. E queste piante che hanno ‘parlato’ col patogeno e recuperate, trasmettono alla progenie la tolleranza, ossia le barbatelle derivanti dalle loro gemme sono molto più resistenti. Invece i vigneti più ‘fragili’ sono proprio quelli che sono costituiti da materiale molto selezionato e che ha ricevuto termoterapia: non hanno più difese e soccombono più facilmente.

Le fitoplasmosi costituiscono una problematica di sistema che coinvolge aspetti di genetica dei vitigni (ogni varietà possiede tolleranze diverse, Arneis, Barbera, Dolcetto, Grignolino, Moscato, Nebbiolo..), di qualità dei terreni (perché in Roero il problema è più frequente? perchè sullo stesso filare al cambiare del terreno cambia la frequenza dei sintomi?), di tecniche colturali (differenze chiare tra potature realizzate,cure al ceppo e del terreno…), di materiali di propagazione (selezioni più deboli), di professionalità e mestiere che rappresentano un patrimonio prezioso.

È più che doveroso, da parte di chiunque di buona volontà ma soprattutto
delle Autorità in campo sanitario, di concorrere a riportare ordine in una
storia cosi drammatica per i territori del vino, che dovrebbero essere
portatori di bellezze e non di inquietudini e veleni.
Ed è importante ricordare una bellissima frase di San
Francesco: “Occorre  fare ciò che è necessario, poi ciò che è
possibile. E all’improvviso vi sorprenderete a fare l’impossibile”.

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