Ambiente agricolo

Considerazioni sulla fertilità del terreno

28 ottobre 2013

Negli ultimi decenni ci siamo talvolta dimenticati, nel fare agricoltura, che la terra è il bene più prezioso che abbiamo, si potrebbe paragonare ad un capitale in banca che periodicamente andiamo a prelevare. Nel coltivare speci arboree durevoli come il vigneto abbiamo veramente realizzato un sistema poco attento ai terreni (diserbi, compattamenti, erosione… mancanza di rotazione, eccessi produttivi). Oggi siamo decisamente più consapevoli perché il fenomeno del ‘falling tendency’ è sotto i nostri occhi in tante espressioni (patologie da fisiologia come legno nero, flavescenza, difficoltà di crescita delle piante.. e dei suoi frutti come quantità e qualità). Il terreno è un organismo in permanente giovinezza e noi, attraverso la buona gestione cerchiamo di favorirne la vitalità ossia la capacità di un utilizzo consapevole nel tempo.

Acqui Terme (AL) paesaggio della vigna e altre coltivazioni

Come noi, il terreno ha bisogno di molto ossigeno che è il responsabile dell’esplosione di vita (insieme ai nutrienti e all’acqua del mezzo) e questo succede se vi è armonìa tra la parte aerobica (grande) e quella anaerobica (piccola).
Insomma dobbiamo ‘restituire’ fertilità alla terra soprattutto rispettandone le funzioni (humus management). Normalmente, purtroppo, oltre il 90% del potenziale di sostanza organica è sprecato ogni anno e questo è drammatico; il terreno ha buona memoria e lo fa capire con le difficoltà sempre maggiori per averne risultati economici adeguati che, sovente, si conseguono solo con interventi sempre più onerosi di fertilizzanti, acqua, agro farmaci a detrimento del complesso sistema produttivo, che diventa sempre più costoso e scadente nei risultati.

Toscana, colline di Maremma nell’agosto 2015: pecore al pascolo durante severa siccità

La vitalità della fertilità come rischio d’impresa, questa è la sfida più economica e più moderna che si possa perseguire.

La bontà e salubrità dei luoghi agricoli (esercitare viticoltura per valenze emozionali ma soprattutto arricchite di valori salutistici): sicurezza per gli operatori, per gli abitanti dei luoghi agricoli (pensare alle criticità delle viticolture molto intensive!) alimentazione sana e non a rischio, per la conservazione della variabilità biologica dei luoghi (vegetale e animale a tutti i livelli della ‘catena’ di sistema, dai batteri, lieviti, micorrizze… fino alle forme più evolute ).

Colline dell’Astigiano (AT) con policoltura

Le pratiche agricole più in sintonia con il buon utilizzo delle risorse sono la consociazione vegetale con speci favorevoli, le pacciamature, il sovescio e la coltivazione periodica con attrezzatura che fendano il terreno per ritornare ossigeno e favorire i processi vitali (non aratro col versoio).

 

Da ricordare: il sistema biologico coltivato diventa sempre più fragile, importanza della vivaistica e della capacità di selezionare in loco i materiali atti alla riproduzione (genetiche acclimatate anche verso le avversità biotiche e abiotiche).

 

LC

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